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Cos’è la Risonanza Magnetica

La Risonanza Magnetica è una tecnica di imaging non invasiva che utilizza campi magnetici e impulsi a radiofrequenza per la produzione di immagini del corpo umano. A differenza delle radiografie e della Tomografia Computerizzata (TC), le risonanze magnetiche non utilizzano la radiazione ionizzante dei raggi X. Quest’esame può generalmente essere eseguito con o senza Mezzo di Contrasto (MDC). Nel caso delle lesioni al fegato si utilizza un Mezzo di Contrasto Epatospecifico, cioè specifico per l’individuazione e la caratterizzazione delle lesioni epatiche.

Le lesioni del fegato

Il fegato, a causa del suo ruolo centrale nell’organismo, della sua ricca vascolarizzazione e per le sue caratteristiche di filtro della circolazione ematica, può essere sede di molteplici tipi di lesioni focali benigne e maligne. Per lesioni focali si intendono delle alterazioni del normale tessuto, dei processi patologici localizzati e circoscritti che non si diffondono all’intero organo, ma si limitano ad aree ben localizzate facendo però sentire la loro azione dannosa su tutto l’organismo. Sono lesioni focali, ad esempio, i focolai infettivi, i noduli, i granulomi, gli ematomi, gli ascessi, le cisti, i tumori, le metastasi.

Le lesioni benigne rappresentano la maggioranza delle lesioni focali epatiche ma distinguere le lesioni benigne da quelle maligne non è semplice.

Informazioni sull’esame

L’esame che dà le migliori risposte in caso di lesioni focali del fegato è la Risonanza Magnetica con Contrasto specialmente per malattie del fegato non riconoscibili chiaramente attraverso l’ecografia dell’addome superiore o la Tac addome con mdc. Per studiare la vascolarizzazione e distinguere il tessuto sano da quello malato, la Risonanza Magnetica con contrasto prevede l’impiego di un Mezzo di Contrasto Epatospecifico.

Come si effettua l’esame

Prima di eseguire la Risonanza Magnetica al fegato, l’infermiere predispone un accesso venoso sul braccio del paziente per iniettare il Mezzo di Contrasto Epatospecifico attraverso un catetere.

Una volta iniettato, l’MDC è pronto per effettuare la sua funzione diagnostica nel giro di pochi minuti.

Il paziente si sdraia su un lettino che entra nel tubo della macchina per la Risonanza Magnetica. Per la buona riuscita dell’esame è necessario che il paziente rimanga immobile, infatti lo studio del fegato prevede, inizialmente, l’acquisizioni di una serie di immagini senza contrasto, che consentono di delineare le componenti tissutali della lesione, integrato dalle acquisizioni dopo somministrazione di MDC per via endovenosa.

Cos’è il Mezzo di Contrasto Epatospecifico

Il Mezzo di Contrasto Epatospecifico, utilizzato durante le procedure diagnostiche di Risonanza Magnetica, è il MultiHance, un preparato che contiene gadolinio, un metallo appartenente alla famiglia delle terre rare che migliora l’accuratezza delle immagini del fegato, durante le procedure diagnostiche di risonanza magnetica e aiuta il medico ad identificare le anomalie presenti nel fegato.

Il Mezzo di Contrasto, pochi minuti dopo l’esame, viene eliminato dal corpo attraverso le cellule epatiche e di seguito, attraverso i reni: ecco perché, prima di fare la Risonanza Magnetica con Contrasto, vengono richiesti gli esami di funzionalità renale.

Per la maggioranza dei pazienti, la tolleranza a questo MDC è molto alta e quindi può essere impiegato anche quando la funzione epatica non è ottimale.

Questo MDC ha quindi una precisa applicazione nello studio della patologia epatica ed in particolare nella diagnosi di lesioni scoperte e non caratterizzate da precedenti indagini, quali Ecografia o TC , nella sorveglianza del Paziente con epatopatia cronica o del Paziente oncologico a rischio di un impegno secondario epatico.

Ad oggi, infatti, l’unico avverso riconducibile al gadolinio, è una patologia molto rara chiamata fibrosi sistemica nefrogenica (NSF) che si verifica in un piccolo numero di pazienti con insufficienza renale.

Quanto dura l’esame

La durata della Risonanza Magnetica con MDC Epatospecifico può variare soprattutto in relazione al quesito clinico e alle eventuali indicazioni del radiologo che, dopo aver visionato le prime sequenze di immagini, ne stabilisce la durata. Generalmente può oscillare tra i 60 e 120 minuti.

Seguendo il continuo progredire delle tecniche di diagnostica per immagini, Igea S. Antimo ha introdotto apparecchiature sempre più sofisticate e nuovi mezzi di contrasto, ottenendo risultati diagnostici di altissima precisione.

 

Effetti collaterali

La Risonanza Magnetica con Mezzo di Contrasto Epatospecifico è una procedura sicura per la maggior parte delle persone. In qualche raro caso, però, può avere effetti avversi, specialmente di natura allergica, sui pazienti. Per questo motivo deve essere effettuata solo all’interno di strutture ospedaliere o di strutture cliniche dotate di apparecchiature e personale medico in grado di fronteggiare qualsiasi possibili reazione avversa.

Controindicazioni alla Risonanza Magnetica

La Risonanza Magnetica non è consigliabile a soggetti portatori di:

  • Pacemaker;
  • Neurostimolatori;
  • Pompe inserite nel corpo per il rilascio di chemioterapici in ambito oncologico;
  • Elementi metallici dotati di magnetismo

Come per qualsiasi Risonanza Magnetica, non è ammesso indossare dei metalli, in quanto il campo magnetico nella macchina potrebbe attrarlo.

Quindi è necessario rimuovere:

    • Apparecchi acustici;
    • Dentiere;
    • Monete;
    • Cellulare;
    • Chiavi;
    • Reggiseno con ferretto;
    • Orologio;
    • Parrucca.

Controindicazioni al Mezzo di Contrasto

L’uso del Mezzo di Contrasto è sempre sconsigliato:
ai pazienti affetti da insufficienza renale grave o cronica;
che hanno subito un trapianto di fegato;
in presenza di insufficienza renale grave o anomalie nei risultati del test della creatinina;
in presenza di insufficienza epatica grave;
in presenza di un’allergia al mezzo di contrasto necessario allo svolgimento dell’esame;

La Risonanza Magnetica con contrasto è assolutamente sconsigliabile in gravidanza.

È necessario interrompere l’allattamento per un periodo di 24 ore dopo la somministrazione di MultiHance. Si potrà eventualmente raccogliere e conservare il latte per somministrarlo al bambino nelle 24 ore successive all’esecuzione dell’esame, evitando così che il Mezzo di Contrasto venga trasmesso al bambino attraverso il latte materno.

Dopo l’esame

Salvo diversa indicazione medica, dopo aver sostenuto una Risonanza Magnetica al Fegato è possibile poter riprendere la normale routine quotidiana, assumere cibo e farmaci – lì dove richiesto – come di consueto.

Modalità di prenotazione

L’esame si prenota chiamando il Numero Verde 800 60 83 83

Informazioni per la prescrizione dell’esame

Codici Esame

88953.001 Angio RM addome superiore
88952.001 RM addome superiore con e senza MDC

Lista completa degli Esami

RM

      • FEGATO

Modalità di preparazione

  • ”MDC”

    Per effettuare l’esame con mezzo di contrasto è necessario, dopo aver effettuato gli esami di laboratorio di seguito elencati, contattare la struttura per la prenotazione:

        • Azotemia, Glicemia, Creatinina, Emocromo, QPE, Transaminasi
        • Rx torace – ECG

    Il giorno dell’esame il paziente dovrà rimanere digiuno per almeno 5 ore; si potrà bere acqua; si potranno prendere farmaci propri.
    Nei pazienti affetti da allergie, previo colloquio con l’Anestesista del centro, occorre effettuare la seguente profilassi per i tre giorni precedenti l’esame:
    – assumere al mattino una compressa di BENTELAN 1 mg;
    – assumere a mezzogiorno una compressa di PANTORC 40;
    – assumere alla sera una compressa di ZIRTEC 10 mg; (O altro antistaminico chiedendo conferma previo colloquio con il nostro anestesista)

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