ecografia tiroidea igea sant antimoInformazioni sull’ecografia

L’ecografia è una tecnica di imaging che, attraverso onde sonore ad alta frequenza, produce immagini di strutture interne dell’organismo. Tali immagini possono fornire preziose informazioni per la diagnosi ed il trattamento di diverse malattie e condizioni.

Attraverso l’ecografia, il medico può riscontrare la presenza di problemi relativi a vasi, tessuti ed organi evitando di praticare incisioni. Rispetto ad altri test medici, l’esame ecografico non utilizza radiazioni.

A cosa serve l’esame ecografico

Si ricorre ad un’ecografia per diverse ragioni:

  • Diagnosticare la malattia della colecisti;
  • Valutare il flusso sanguigno;
  • Osservare l’utero e le ovaie durante la gravidanza e monitorare lo stato di salute del feto;
  • Diagnosticare problemi agli organi genitali e alla prostata;
  • Analizzare un nodulo mammario

L’indagine ecografica è molto utile anche per guidare i movimenti dei chirurghi durante alcune procedure mediche, come ad esempio le biopsie.

Come prepararsi al check up ecografico

A seconda dell’organo sottoposto ad ecografia, potrebbe variare la procedura che il paziente è tenuto a seguire prima di svolgere l’esame.

Se l’organo esaminato dovesse coincidere con l’addome, potrebbe essere necessario digiunare dalle 8 alle 12 ore che precedono l’ecografia. Problemi di digestione del cibo potrebbero bloccare le onde sonore e condizionare la qualità delle immagino ottenibili dall’esame ecografico.

Quando, invece, il test coinvolge organi come il fegato, il pancreas, la milza o la cistifellea, si consiglia di mangiare un pasto senza grassi la sera prima del test, per poi digiunare fino all’esame.

Per altri esami, come l’ecografia pelvica, il paziente potrebbe essere invitato a bere molta acqua e a trattenere l’urina nelle due ore che precedono l’esame, in quanto una vescica piena può essere osservata meglio.

Come si effettua l’ecografia

L’ecografo invita il paziente a sdraiarsi su un tavolo e lo posiziona in maniera tale che sia esposta la parte del corpo da sottoporre all’esame. Lo specialista procede ad applicare una gelatina lubrificante sulla pelle, nota come gel ecografico, il quale aiuta a prevenire la formazione di sacche d’aria che potrebbero bloccare il processo di formazione delle immagini da parte delle ondore.

Il tecnico preme un piccolo dispositivo portatile chiamato trasduttore contro l’area da esaminare e lo sposta, a seconda delle necessità, per catturare le immagini. Il trasduttore, attraverso l’organismo del paziente, invia onde sonore ad alta frequenza le quali trasmettono un’eco quando viene colpito un oggetto denso, come un organo o un osso. Tali echi vengono riflessi sul monitor di un computer sotto forma di immagini.

Solitamente, gli ultrasuoni vengono eseguiti all’esterno del corpo. In alcuni casi, può capitare che questi vengano condotti all’interno dell’organismo. Quando ciò accade, il trasduttore è collegato ad un’onda sonora che viene inserita nell’organismo.

Quanto dura l’esame ecografico

In genere, un’ecografia dura circa 30 minuti. Al termine dell’esame, il gel ecografico verrà rimosso dalla pelle. Il paziente potrà riprendere liberamente le proprie attività quotidiane.

Follow up ecografico

Dopo l’esame, il medico esamina le immagini. In presenza di anomalie, potrebbe essere necessario sottoporsi ad altri esami diagnostici, come una TAC, una risonanza magnetica o una biopsia, più efficaci soprattutto nei casi in cui sia necessario analizzare parti del corpo che contengono gas o che sono nascoste dall’osso, come i polmoni o la testa.

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