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La grande paura dell’asma è l’impossibilità di respirare, infatti l’asma è malattia che infiamma i bronchi fino a ostruirli.

I sintomi sono evidenti e tipici: respiro sibilante, tosse persistente, rigidità toracica e difficoltà a respirare, specialmente durante la notte e di mattina.

È una malattia in aumento soprattutto perchè alle cause classiche (pollini, acari della polvere) si aggiunge l’aumentata presenza di polveri sottili nell’aria e il fumo di sigaretta.

Il freddo può peggiorare gli attacchi d’asma, soprattutto per i bambini, perchè respirare aria fredda e umida restringe le vie aeree, scatenando spesso un attacco d’asma. Una sciarpa che copre naso e bocca può aiutare: certamente non sostituisce i farmaci, ma riscalda l’aria prima che venga inalata.

C’è chi ritiene che i bambini che soffrono di asma non dovrebbero praticare sport. Altri che con i dovuti accorgimenti non esistono restrizioni. Il nuoto ad esempio favorisce l’espirazione, e l’incremento della ventilazione polmonare risulta moderato. Gli sport con la palla alternano un’attività intensa ad un’attività ridotta. Anche il sollevamento pesi risulta particolarmente adatto, perché richiede sforzi che sono si intensi, ma anche brevi. Al contrario, attività come la corsa e il ciclismo sarebbe meglio scartarle, poiché lo sforzo è pressoché costante e possono provocare facilmente attacchi d’asma. Le opzioni andrebbero discusse con il pediatra. Quando i giovani con particolari condizioni di salute manifestano interesse per lo sport, considera di visitare un pediatra come primo passo. La visita di un medico può anche impedire a un genitore o un figlio di sviluppare aspettative non realistiche sulla partecipazione atletica.

Le cause degli attacchi d’asma indotti dall’esercizio fisico

Sia i genitori che i bambini dovrebbero riconoscere i fattori scatenanti comuni degli attacchi di asma indotti dall’esercizio fisico e prendere le dovute precauzioni. I più piccoli non devono rinunciare allo sport, ma imparare a praticarlo in sicurezza: i pediatri riferiscono che se i genitori scelgono quello più adatto per i propri figli, con i giusti accorgimenti, può anche fare bene, perché diventa uno strumento di riabilitazione respiratoria. Diego Peroni, consigliere della Società italiana di pediatria (Sip), spiega che bisogna istruire sia i genitori che i bambini su quanto sia importante “svolgere attività fisica lontano dalle aree urbane con traffico intenso, evitare le fasce orarie nelle quali gli inquinanti raggiungono il picco di concentrazione nell’aria, privilegiando lo sport la mattina presto o la sera tardi, ma soprattutto raggiungere un buon controllo della malattia, associando allenamento, laddove necessario, a premedicazione farmacologica”. 

La diagnosi dell’asma

Se si sospetta l’asma, il medico effettua un esame obiettivo auscultando il paziente mentre esegue respiri profondi per rilevare eventuali rumori continui come sibili, soprattutto in fase di espirazione.

Se è il caso, prescriverà degli esami specifici come la spirometria effettuata sia prima sia dopo la somministrazione di un farmaco in grado di dilatare i bronchi o dopo un ciclo di terapia anti asmatica.
Invece, la radiografia del torace è indicata solo per escludere altre patologie respiratorie come la BPCO (BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva).
Saranno anche eseguiti i classici test allergici sul sangue in grado di stabilire la quantità di anticorpi IgE .

Questi sono gli esami utili per diagnosticare l’asma, soprattutto nei giovani con una componente allergica.

Le informazioni fornite in questo articolo hanno natura generale e sono pubblicate a scopo puramente divulgativo, pertanto non possono sostituire in alcun caso il parere del medico

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