Dalle CAR T arriva una nuova prospettiva per contrastare le malattie cardiache

La terapia con cellule CAR T, una forma di immunoterapia in rapida crescita che utilizza le cellule dei pazienti per trattare alcuni tipi di tumori, può essere un’opzione di trattamento praticabile per le malattie cardiache. In uno studio unico nel suo genere, i ricercatori della Penn Medicine hanno utilizzato cellule T geneticamente modificate per colpire e rimuovere i fibroblasti attivati ​​che contribuiscono allo sviluppo della fibrosi cardiaca, un processo cicatrizzante che provoca rigidità cardiaca e una limitata funzione del cuore. L’approccio ha ridotto significativamente la fibrosi e ha ripristinato la funzione cardiaca nei topi con malattie cardiache causate dall’ipertensione. Si tratta di un esperimento che segna un significativo passo in avanti negli sforzi per trattare – e potenzialmente invertire – una condizione che accelera la progressione dell’insufficienza cardiaca.

La fibrosi cardiaca è un fattore importante nella progressione di molte forme di malattie del cuore. Si sviluppa dopo un’infiammazione cronica o un danno cardiaco, quando i fibroblasti cardiaci – le cellule che svolgono un ruolo importante nella struttura del miocardio, lo strato intermedio muscolare della parete del cuore – si attivano e iniziano a rimodellare il miocardio attraverso la deposizione della matrice extracellulare. La ricerca ha dimostrato che la rimozione dei fibroblasti cardiaci attivati, ​​può ridurre la rigidità del cuore facilitando il rilassamento dei ventricoli.

La terapia con cellule CAR T viene principalmente utilizzata per trattare i tumori del sangue, inclusi i tipi di linfoma e leucemia. Come primo passo i ricercatori hanno lanciato un esperimento di dimostrazione del concetto genetico, usando topi in grado di esprimere un antigene sui fibroblasti cardiaci. I topi sono stati trattati con agenti per modellare la cardiopatia ipertensiva, una condizione associata all’ipertrofia ventricolare sinistra (ingrossamento o ispessimento delle pareti del cuore), disfunzione sistolica e diastolica (pompaggio del sangue dentro e fuori dal cuore) e fibrosi cardiaca diffusa. Per colpire selettivamente le proteine che esprimono i fibroblasti cardiaci, il team ha trattato un gruppo di topi con cellule che esprimono un recettore delle cellule T. A distanza di 4 settimane, i topi che erano stati trattati con le cellule riprogettate, avevano una fibrosi cardiaca significativamente inferiore, mentre i topi nei gruppi di controllo, avevano ancora una fibrosi diffusa.

“Abbiamo visto enormi progressi nel trattamento di alcuni tumori attraverso l’uso di cellule T ingegnerizzate. I nostri risultati suggeriscono che questo approccio può estendersi oltre il cancro e servire come trattamento efficace per le malattie cardiache”, ha affermato Haig Aghajanian, autore dello studio.

Le informazioni fornite in questo articolo hanno natura generale e sono pubblicate a scopo puramente divulgativo, pertanto non possono sostituire in alcun caso il parere del medico

2019 © Copyright - Gestione Centro di Diagnostica Radiologia ed Ecografica srl - P.Iva 01330151216 - C.F. 04386980637 - REA 359055 - Cap.Soc. €224.000,00