Anche l'uomo ha il suo orologio biologico

Quando si tratta di avere figli in età avanzata, la maggior parte delle donne è ben consapevole dei rischi connessi. Gli uomini di solito non lo sono. Eppure, nonostante questa disparità, una revisione di 40 anni della letteratura medica ha scoperto che anche gli uomini hanno i loro “orologi biologici”. È noto che i cambiamenti fisiologici che si verificano nelle donne dopo i 35 anni possono influenzare il concepimento, la gravidanza e la salute del bambino. Ma la maggior parte degli uomini non si rende conto che anche la loro età avanzata può avere conseguenze.

Uno studio, che ha seguito i risultati di oltre 40 milioni di nascite per un decennio, ha scoperto che quando la gravidanza ha avuto successo, lo sperma maschio più anziano è stato collegato a delle complicazioni. Man mano che il bambino cresce, arrivano anche le conseguenze. Lo stesso studio ha scoperto che i bambini nati da padri più grandi affrontano un aumentato rischio di convulsioni neonatali, basso peso alla nascita e ricovero nel reparto di terapia intensiva neonatale. Perché tutto ciò? Si ritiene che la colpa sia della degradazione degli spermatozoi e della qualità del seme, ma per adesso questo è l’unico sospetto e c’è bisogno di ulteriori conferme.

Tutto sulle spalle delle donne?

È chiaro che la salute riproduttiva non riguarda solo le donne, eppure troppo spesso, l’onere ricade sulle loro spalle. Gli autori dello studio suggeriscono che forse questo è radicato nell’ovvio ruolo che la donna svolge nella riproduzione, continuando a farci credere che i temi della fertilità, della gravidanza e del parto, siano problemi esclusivi delle donne, privi del coinvolgimento maschile se non durante il rapporto sessuale. Oggi gli uomini di età superiore ai 45 anni hanno molte più probabilità di avere figli rispetto a quattro decenni fa, ma il fatto che ne sappiano così poco, non va bene.

Anche gli uomini devono riconoscere di avere un orologio biologico

“Lo sperma bancario per gli uomini che ritardano la gravidanza, potrebbe far parte della nostra responsabilità sociale a partire dal prossimo futuro”, dichiarano gli autori. Quindi, se avete intenzione di aspettare, o semplicemente non siete sicuri, forse è una buona idea fare un deposito quando siete giovani, o almeno, prima dei 45 anni. Altrimenti, l’orologio riproduttivo continuerà a ticchettare silenziosamente.

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