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Ma io non gioco a tennis! Non importa, si chiama gomito del tennista, perché le prime diagnosi furono fatte agli sportivi. Ma l’epicondilite colpisce anche chi con la racchetta non ha niente a che fare. Il comune denominatore è l’uso eccessivo dell’avambraccio per carico funzionale, come può essere il gioco del tennis, o movimenti continui e ripetuti di alcune professioni.

La prima Epicondilite non si scorda mai

È un dolore piuttosto forte che costringe a tenere assolutamente ferma l’articolazione del gomito, probabilmente causato da piccoli traumi passati inosservati ma che a lungo andare si fanno sentire. Per questo è conosciuto ai più come «gomito del tennista», lo sport che più di tutti mette sotto stress questa zona del corpo.

Quali sono le persone più a rischio?

Generalmente sono coloro che fanno un uso intenso della mano, magari sottoponendosi a sport che richiedono doti di forza e stabilità del polso, come la pallacanestro, la scherma, la pallavolo e, naturalmente, il tennis. Certamente i microtraumi dovuti allo sforzo, uniti ad una serie eccessiva di rotazioni del polso, sono le condizioni migliori per la comparsa del dolore.

Non solo sport

Non sei uno sportivo? Non importa, anche lavori ripetitivi o che prevedono l’uso continuo di trapano e martello, oppure l’utilizzo del cacciavite, possono sovraccaricare la muscolatura e di fatto portare ad un dolore al gomito. Le categorie di lavoratori a rischio sono tante: operatori di video terminali, dattilografi, idraulici e imbianchini, pittori, barbieri e parrucchieri, camerieri, meccanici, carpentieri e anche giardinieri. È una patologia da sovraccarico che può colpire persone di tutte le età, dai 25 ai 60 anni, cioè persone attive lavorativamente oppure dedite a sport anche amatoriali.

I sintomi

I sintomi sono chiari: dolore al gomito intenso, zona gonfia e dolente e ogni sforzo diventa impossibile, persino impugnare il ferro da stiro oppure un cacciavite. A questo possono accompagnarsi formicolii che si irradiano verso il polso e la spalla, sensazione di caldo al gomito, lieve gonfiore, e mancanza di forza nella presa della mano collegata.
Il dolore può essere tale da determinare, come conseguenza, l’immobilità di tutto il braccio.

La buona notizia? Passa da solo!

Solitamente il dolore impiega, se lasciato a riposo, circa due settimane per sparire. Esistono antidolorifici chimici o naturali che possono aiutare, ma a volte zittire un sintomo è soltanto un rimedio temporaneo che non risolve la causa ma la nasconde per un po’ di tempo, trascorso il quale, solitamente, torna a manifestarsi in maniera via via più grave.

È sempre importante ascoltare quello che il corpo ci comunica: le avvisaglie ci sono e possono essere interpretate in anticipo. Un po’ di riposo a tempo debito può evitare di restare bloccati molto più a lungo.

I contenuti di questo articolo sono pubblicati solo a scopo informativo, pertanto non sostituiscono il parere del medico.

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