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Per tutto il mese di giugno, dedichiamo alle donne un controllo senologico gratuito.

Essere donna significa essere madre, moglie, lavoratrice, cittadina attiva. Essere donna è un compito bellissimo, ma fatto di fatica e dedizione costante. Per questo è importante che le donne si prendano sempre cura di sé. Fare prevenzione è infatti un impegno che ogni donna deve prendere con se stessa per salvaguardare la propria salute.

Come accedere al programma gratuito

Durante il mese di giugno, tutto lo Staff della Senologia e della Radiologia del Centro Igea S.Antimo lavorerà a questa iniziativa di prevenzione del cancro alla mammella.

Si potrà accedere al programma, fino a esaurimento dei posti, prenotandosi al Numero Verde 800 60 83 83, dal Lunedì al Venerdì dalle 7.00 alle 20.00 e il Sabato dalle 7.00 alle 14.00.

L’importanza della prevenzione

La prevenzione del tumore del seno deve cominciare a partire dai 20 anni con l’autopalpazione eseguita con regolarità ogni mese. È indispensabile, poi, proseguire con controlli annuali come la visita senologica, la Mammografia dopo i 50 anni o l’Ecografia dopo i 20 anni.

Gli esami strumentali da eseguire

Individuare un tumore ancora molto piccolo aumenta notevolmente la possibilità di curarlo in modo definitivo, ma è importante scegliere lo strumento diagnostico più adatto. Oggi le donne hanno a disposizione strumenti tecnologici estremamente efficaci per individuare precocemente il tumore del seno: la Mammografia, la Tomosintesi, l’Ecografia, la Risonanza Magnetica.

tomosintesi-Igea-S.AntimoLa Mammografia è un esame radiografico che consente di visualizzare precocemente la presenza di noduli non ancora palpabili che possono essere dovuti alla presenza di un tumore.

Se un quadro clinico sospetto necessita di maggiore approfondimento, è possibile effettuare la Tomosintesi, un’ulteriore indagine mammografica tridimensionale in grado di accertare persino un carcinoma mammario ad uno stadio estremamente precoce, in particolare nei seni densi e quindi poco leggibili dalla mammografia tradizionale.

Nel caso in cui questi esami non fossero esaustivi ai fini di una diagnosi corretta, è possibile ricorrere ad ulteriori indagini, come la Risonanza Magnetica, dedicata generalmente alle donne ad alto rischio come quelle portatrici delle mutazioni dei geni Brca.

Alle donne sotto i quarant’anni dopo la visita senologica si effettua l’Ecografia mammaria che attraverso gli ultrasuoni permette di individuare la presenza e la natura di un nodulo, in assenza di radiazioni.

L’impegno del Centro Igea

Il Centro Igea a Sant’Antimo da sempre si dedica alla prevenzione senologica. L’obiettivo è essere attivi sul territorio e contribuire con risposte concrete al bisogno di salute delle donne.

Igea-prevenzione-seno-giugno“Da anni sentiamo il dovere si mettere le nostre professionalità e tecnologie al servizio di tutti i cittadini” spiega il Dr Antimo Cesaro, fondatore del Gruppo Igea “perché il diritto alla salute non può essere negato. Come ogni anno abbiamo scelto di dedicare un mese alla prevenzione femminile, perché il cancro al seno è una patologia che colpisce sempre di più le donne di tutte le età. Una percentuale altissima può guarire se si riesce a diagnosticarlo in tempo.”

Conclude il Dr Cesaro “Per questo è determinante investire in strumentazioni e tecnologie sempre più all’avanguardia e a specialisti di alto profilo.

Le apparecchiature diagnostiche di nuova generazione sono sempre più efficienti e sono in grado di rilevare lesioni di piccolissime dimensioni con una minima esposizione alle radiazioni. Il Centro Igea, oltre ad offrire esami e visite gratuite, segue le pazienti in tutto il percorso diagnostico.”

I numeri del tumore al seno

Il tumore della mammella è il più frequente nelle donne. Si stima che in Italia siano circa 50.500 i nuovi casi di cancro della mammella (dati Aiom/Airtum, 2017), in pratica una donna ogni otto riceverà una diagnosi di carcinoma mammario nel corso della vita. La bella notizia è che si guarisce più spesso. Negli ultimi 20 anni infatti, la sopravvivenza dopo la diagnosi è passata dall’81 all’87%. Un dato confortante che non deve però fare abbassare la guardia.

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