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Dopo un allenamento molto impegnativo o aver mangiato un hamburger con cipolle, chi ci sta intorno potrebbe decisamente non sopravvivere all’odore che emaniamo.

Per la verità, nella maggioranza dei casi, una bella doccia, un po’ di deodorante e un dentifricio alla menta potrebbero risolvere la situazione. Ma non è sempre così. Questo perché l’odore che emana il corpo può avere a che fare con la salute.

Alcune malattie infatti producono un odore unico e caratteristico che potrebbe segnalare un problema più serio di una doccia saltata. Oggi cominciamo dal primo odore.

L’acetone brucia i grassi

L’acetone è un disordine metabolico che interviene quando l’organismo, per far fronte alle proprie necessità energetiche, dopo aver bruciato tutti gli zuccheri a disposizione, comincia a bruciare anche i grassi. Nei bambini è un disturbo passeggero che può svilupparsi come conseguenza di un episodio febbrile, di un momento di particolare stress, o anche di un digiuno prolungato. Queste condizioni comportano un dispendio notevole di energia, e inducono l’organismo ad aumentare la richiesta di glucosio, fonte energetica di organi nobili come il cervello e il cuore. Quando il metabolismo, per produrre energia, esaurisce tutte le riserve di zuccheri, ecco che va a intaccare i lipidi: durante questo processo si formano delle sostanze chiamate corpi chetonici, che finiscono sia nelle vie aeree che nelle urine, emanando il loro inconfondibile odore di acetone, simile a quello della frutta matura.

Il «profumo» del diabete

L’odore di acetone, quello classico del solvente per smalto e che in bocca può risultare quasi fruttato, è tipico dei pazienti con diabete di tipo 1 ed è il risultato della cosiddetta chetoacidosi: in sostanza l’organismo del diabetico, che non ha insulina, non riesce a usare il glucosio come fonte di energia e, per ottenerla, utilizza gli acidi grassi come «benzina».

Nel processo si formano corpi chetonici che provocano l’odore di acetone nell’alito. Un segno tipico, ma come spiega Gabriele Riccardi, direttore dell’Unità di Diabetologia e Malattie del Metabolismo dell’università Federico II di Napoli: «Non è l’unico né il primo: il diabete di tipo 1 si manifesta con altri sintomi molto più eclatanti, dall’abbondanza di urina alla sete eccessiva, fino all’astenia e alla notevole perdita di peso non spiegata da altre cause. È difficile in altri termini dover ricorrere ad annusare l’alito di acetone per sospettare la malattia. Questo sintomo, invece, può essere utile da valutare quando un paziente arriva in pronto soccorso in coma: il coma può avere motivi neurologici, metabolici o altro e l’alito di acetone è un’indicazione importante per il medico, che così si indirizza subito a risolvere un problema connesso col diabete di tipo 1».

Fonte: corriere.it/salute

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