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Avete riconosciuto tutti la citazione? Certo che si, ed è più che mai attuale in questi giorni di strani cambiamenti meteo che non fanno altro che peggiorare i nostri dolori.

Primavera e autunno sono normalmente caratterizzati da instabilità climatiche che si riflettono sull’organismo e provocano spesso una vera e propria sindrome che si traduce in mal di testa, irritabilità, depressione, insonnia, disturbi influenzali, tachicardia, stanchezza e dolori alle ossa.

La sindrome meteoropatica

La “sindrome meteoropatica” si manifesta ogni volta che cambia il tempo, in particolare quando piove, c’è vento o il caldo è particolarmente afoso e, in generale, ad ogni cambio di stagione.
Esistono molti studi in campo mondiale che dimostrano l’influenza del cambiamento di tempo (in particolare associato ad una perturbazione atmosferica in arrivo) proprio sulle ossa, le articolazioni, i muscoli, i nervi e i tendini.

Il rapporto fra tempo e dolori reumatici

L’ultima conferma che le condizioni meteo, specie nei cambi di stagione, si ripercuotono sui dolori reumatici, di cui soffrono milioni di persone in tutto il mondo, viene da studiosi argentini che hanno seguito, per un anno, un centinaio di pazienti affetti da osteo-artrite, artrite reumatoide e fibromialgia, confrontando le loro reazioni alle variazioni di temperatura, umidità e pressione con quelle di persone sane.

Il rapporto fra tempo e dolori reumatici è stato così confermato, pur avendo registrato che l’effetto meteo varia a seconda della patologia del paziente e della sensibilità individuale al clima, ad esempio:

la fibromialgia è correlata con bassa temperatura e alta pressione atmosferica,
l’artrite reumatoide con bassa temperatura, alta pressione ed elevata umidità,
l’osteoartrite è influenzata da freddo e umidità.

L’altalena climatica, invece, non ha influito sui soggetti sani.

Chi ne soffre di più

Sono proprio tendini, guaine e borse a soffrire maggiormente della variazione termica e climatica, provocando fastidio in particolare all’inizio del movimento “a freddo” e causando un rallentamento dell’attività motoria, che in alcuni casi può raggiungere livelli anche notevoli. Un fenomeno che aggrava, soprattutto nei più anziani, uno stato di salute articolare magari già compromesso dall’artrosi, favorendo una tendenza all’immobilità.

Anche la riduzione della pressione atmosferica può contribuire a far sentire maggiormente i dolori. Nelle giornate instabili, più fredde o umide, il risveglio può essere veramente “pesante”.

Che fare in questi casi?

Un rimedio semplice ed efficace è quello di fare un bagno o una doccia molto calda al mattino, per “sciogliere” i muscoli. Inoltre è consigliabile essere ben protetti con indumenti caldi, che evitino durante il giorno il raffreddamento degli arti, del collo e della zona lombare.
Uno degli accorgimenti più importanti è quello di mantenersi in moto il più possibile. Non solo passeggiate prolungate nelle ore più calde, ma anche ginnastica leggera, consigliata soprattutto ai più anziani. Oggi sono disponibili molte medicine per combattere il dolore, ma è sempre preferibile mantenere un corretto stile di vita e praticare regolarmente attività sportiva, per consentire la massima efficacia di ogni azione terapeutica.
Anche i rimedi naturali possono rappresentare un valido sostegno; l’idroterapia, per esempio, è in grado di stimolare i meccanismi di termoregolazione. Rimedi casalinghi come l’idromassaggio e l’alternanza di caldo e freddo sotto la doccia, le spugnature fredde sono di sicuro giovamento.

Alcuni consigli per contrastare il “mal di tempo”

1. seguire una dieta ricca di vitamine (in particolare di vitamina C)
2. ridurre ansia e stress, dedicandosi ad attività piacevoli
3. vestirsi a strati per adattarsi ad eventuali cambi improvvisi di temperatura
4. programmare i propri impegni in base alle previsioni del tempo
5. consumare tisane rilassanti, concedendosi pause di relax
6. stimolare i meccanismi di termoregolazione con attività piacevoli all’aria aperta.

Fonte: Dr. Giovanni D’avola 

I contenuti di questo articolo sono pubblicati solo a scopo informativo, pertanto non sostituiscono il parere del medico.

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