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Insorgono all’improvviso e spesso sono accompagnate da vomito e nausea. Le vertigini possono avere origini diverse, ma sono sempre causa di preoccupazione in chi ne soffre. Come scoprire da che cosa sono scatenate e soprattutto come intervenire? Ecco le risposte di Fabio Beatrice, direttore della struttura complessa di Otorinolaringoiatria e chirurgia maxillo facciale e del centro antifumo dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino.

Vertigini improvvise: di che cosa si tratta?

Esistono due tipi di vertigini: quelle soggettive, dove è il paziente stesso che si sente girare, e quelle oggettive dove la persona vede girare attorno a sé i muri e gli oggetti, mentre lui è fermo.
Tendenzialmente le vertigini oggettive nascono da un coinvolgimento primario del sistema labirintico, che si trova all’interno dell’orecchio. Il labirinto è l’organo dell’equilibrio, è come un computer molto potente ed è fondamentale per regolare la posizione del corpo nello spazio in presenza della forza di gravità. Quando si genera un’alterazione della simmetria del labirinto tra un orecchio e l’altro si verifica la vertigine oggettiva periferica. Le vertigini soggettive, invece, non sono sempre riconducibili all’orecchio.

Come comportarsi?

La vertigine è un sintomo che generalmente non è accompagnato da una patologia grave, ma va sempre valutato con molta attenzione. L’anamnesi è fondamentale e alcune semplici prove consentono di orientarsi verso una determinata diagnosi. La regola, nel caso si avvertano vertigini, è di rivolgersi al proprio medico generico che escluderà o meno una causa otorinolaringoiatra. Il passaggio dal medico di base è importante perché conosce bene la storia clinica del paziente e le eventuali patologie a suo carico.

Da che cosa possono essere causate?

Il sintomo della vertigine può verificarsi in maniera isolata oppure accompagnato a sensazioni di nausea, vomito, in certi casi a perdita dell’udito o ad acufeni.
Tra i fattori scatenanti ci sono varie patologie di ordine generale come una banale influenza o uno stato di debolezza, ma anche un fortissimo mal di pancia con vomito ripetuto. Oppure l’ipertensione, diabete, malattie cardiache, disturbi del ritmo.
Tra le cause di vertigini ci possono anche essere problematiche di tipo posturale che determinano scompensi muscolari. Tra queste le discopatie lombari che poi causano anche risentimenti cervicali. In questo caso è utile la fisioterapia attiva e passiva gestita in funzione dell’età e dello stato fisico del paziente. Altre cause sono da collegarsi a uno squilibrio delle articolazioni temporo-mandibolari.
A volte le vertigini periferiche possono essere riconducibili a dei banali fatti virali. Sono virus che non lasciano traccia nel sangue e causano quella che è comunemente chiamata labirintite, ma che in gergo specialistico è conosciuta come neuronite vestibolare.

Qual è la terapia?

Se le patologie che scatenano la vertigine sono di ordine generale, la terapia si basa su una verifica del compenso della cura in corso. Ad esempio se si soffre d’ipertensione occorre capire che non ci sia uno scompenso o se si soffre di diabete che la glicemia non sia troppo alta o bassa; nel caso di patologie cardiache sarà il cardiologo a fare le giuste verifiche.
Se invece la vertigine è causata da un problema di otorinolaringoiatria, a seconda del sospetto diagnostico, si possono prescrivere dei farmaci antinfiammatori di tipo cortisonico, diuretici e sintomatici. Nel contempo si possono assumere dei farmaci di sostegno che tendono a migliorare la circolazione periferica. Il sintomo della vertigine in fase acuta dura qualche giorno e se dopo 5-6 giorni non si è ancora risolto, è bene effettuare approfondimenti partendo sempre dal medico di famiglia

Qualche consiglio pratico per superare la fase acuta

Bisogna stare a letto, in un ambiente privo di stimoli, non eccessivamente illuminato. Astenersi dal leggere e dal guardare la televisione, oltre a non guidare, perché tutte queste azioni determinano un rallentamento della guarigione. In presenza di vomito utilizzare prodotti anti vomito e non muoversi senza accompagnamento perché si rischia di cadere e di farsi male.

Fonte: Dott. Fabio Beatrice, ospedale San Giovanni Bosco di Torino.

I contenuti di questo articolo sono pubblicati solo a scopo informativo, pertanto non sostituiscono il parere del medico.

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